Un post differente (solo per questa volta, tranquilli)

Questo post è diverso da quelli che pubblico solitamente. È una riflessione personale, probabilmente fra le prime che scrivo e quasi certamente l’ultima qui su Addictive sweet amber.

Oggi mi sono sentita piuttosto cretina. Ho ceduto. Ho assecondato uno sbruffone su Facebook e ho iniziato una stupida discussione con lui, con quelle classiche frasette da incazzosa. Mi sono sentita proprio una qualunque utentuccia banalotta di Facebook che, fra l’altro, corre a spada tratta in difesa di un amico e del rispetto di chi non si conosce.
Ho pensato che tutta questa socialità internettiana fasulla ci sta ammazzando, ci sta rendendo sciocchi, irruenti, violenti. Ci anima pulsioni banalissime, ci punge sul vivo nell’idea che un estraneo dietro una tastiera possa prendersi certe libertà verso altri estranei dietro la tastiera. Facebook, Twitter, Tumblr ecc ecc, ci rendono arroganti verso un qualunque signor nessuno che si protegge anch’egli come noi dietro uno schermo. Si sente sicuro e in grado, quindi, di comportarsi da sbruffone atteggiando -peraltro- conoscenze farlocche e che non possiede. Questo mi fa sentire anche peggio.

Scema io che ci perdo tempo, direte. Ovviamente avete ragione. Da questo episodio che tra dieci secondi avrò già dimenticato, però, mi nascono alcune considerazioni rispetto all’atteggiamento degli utenti che seguono blog più o meno popolari e che trattano tematiche “calde” su cui la gente ha sempre un insulto da sprecare. Sul mio blog, per fortuna, non è mai accaduto, anche perché io tratto tematiche inerenti le arti, la fotografia, il cinema e le microrecensioni di prodotti che mi piacciono. Sono al sicuro, insomma.

Ci sono alcuni blog che seguo, però, che trattano questioni importantissime come i diritti delle donne e degli esseri umani tutti che ricevono costantemente insulti gratuiti, senza motivazione o scritti da flamer che non aspettano altro se non coinvolgere personalmente nelle proprie imprecazioni coloro che scrivono gli articoli.

Abbiamo perso il senso e la logica della netiquette, un decalogo di comportamenti educati da mantenere sul suolo internettiano proprio in virtù del fatto che non si tratta di realtà comunicativa ma di un sostituto asettico e freddo dei rapporti umani.

Se poi incontri i soggetti che insultano sul web, se guardi i loro volti scopri che sono magari le persone meno coraggiose sulla faccia della terra, gente che fugge non appena un rivoltoso tira un sassetto contro la polizia, gente che rimane ai margini delle discussioni, gente che cerca costantemente di non farsi mettere in mezzo.

Forse io non sono coraggiosa. Forse non sono una che riesce sempre ad avere le palle. Però non mi atteggio ad arrogante e a leone da tastiera e apprezzo chi non si comporta in questo modo su internet per poi, nella vita reale, scappare di fronte a tutto.

Voglio solo mandare un messaggio virtuale al tizio di oggi e a tutti gli sbruffoni da tastiera: se non avete idea di cosa dire ma volete dirlo ugualmente per fare la figura di quelli tosti, intelligenti, furbi, vi prego, statevi buoni e andate a fare una bella passeggiata invece di perder tempo a scrivere commenti o post boriosi su un social network. Ricordate, inoltre, che le sanzioni legislative ora si occupano anche di questi territori prima lasciati selvaggiamente liberi, quindi riflettete sul se sia meglio ricevere una denuncia per cavolate sparate a caso da un computer o se sia meglio poter serenamente continuare ad utilizzare questo mezzo teoricamente interessante ma scarsamente ben utilizzato da taluni che è internet.

One comment

  1. indivisibile · · Rispondi

    Ciao, e buonasera.
    Grazie, per ciò che hai scritto. Spero lo leggano in molti, ma non credo sarebbe ancora sufficiente. Il condizionamento e l’autocondizionamento sociali sono praticamente al massimo dell’intensità. Ci sarebbe da discutere a lungo, sulla cosa… e sulle cose che accadono in genere. Mi limito, tuttavia, a ringraziarti.
    Buona serata, e ottima vita.
    massimo

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