How big, how blue, how beautiful – Florence + The Machine

Alla fine, è giunto.

L’atteso album di Florence + The Machine, dalla copertina minimale e nemmeno troppo abbagliante dal punto di vista grafico, è uscito.
L’ultimo album, Ceremonials, risale al 2011 e i pezzi in esso contenuti hanno rappresentato per Florence Welch e compagni uno spartiacque importante per decidere da che parte proseguire. How big, how blue, how beautiful è il risultato di una scelta. Molto pop rispetto ai precedenti, ma segno di un nuovo passo di crescita professionale e vocale per la Welch. Anticipato da singoli come What kind of man e St. Jude,  il primo vocalmente potente e il secondo d’atmosfera spirituale, risulta meno spiazzante dei precedenti ma comunque valido.

Chi si aspettava un capolavoro esplosivo rimarrà un poco deluso trovando principalmente prove della potenza d’ugola della rossa Florence, che in questi quattro anni ha attraversato un periodo di pausa professionale per dedicarsi, pare, ad altre faccende. Una relazione nata e poi conclusa, la conferma del successo e un percorso di affinamento di stile che hanno contribuito moltissimo a creare i presupposti per questo album. Lei lo definisce un album molto personale, fatto confermato anche dalla copertina del disco che reca unicamente il nome Florence con una fotografia in bianco e nero della cantante che ci osserva con sguardo inquieto ma deciso.

Fra i pezzi che ci tengo a segnalare, c’è quello che da il titolo all’album: una splendida esplosione di trombe e archi e chi più ne ha più ne metta che ci risvegliano dalla nenia ripetuta per l’intero pezzo e ci esplodono direttamente nel canale uditivo durante gli ultimi secondi di ascolto. Queen of peace segue questo pezzo con un ritmo acceso e coinvolgente e con St. Jude va a profilare quelli che sono i pezzi più interessanti dell’album.

Personalmente, sono rimasta incantata dal pezzo What kind of man di cui mi ha affascinata in primis il video, con ambientazioni che vengono riproposte in St. Jude.

In generale, per quanto riguarda i video che accompagnano alcuni dei singoli usciti, c’è una coerenza di atmosfere e ambientazioni totalmente assente nel primo album e solo parzialmente presente nel secondo: toni desaturati, scenografie decadenti e una maggiore evidenza di un raccontare avvenimenti intimi e personali in maniera sempre meno celata. Un’apertura al pubblico che la segue e la apprezza dagli esordi per sopperire la lunga assenza dalle scene discografiche.
Non un album indimenticabile, ma sicuramente un ottimo prodotto per l’ascolto leggero in queste giornate estive.

Tracklist:

  1. Ship to Wreck
  2. What Kind of Man
  3. How Big, How Blue, How Beautiful
  4. Queen of Peace
  5. Various Storms & Saints
  6. Delilah
  7. Long & Lost
  8. Caught
  9. Third Eye
  10. St Jude
  11. Mother
  12. Hiding (versione deluxe)
  13. Make up your mind (versione deluxe)
  14. Which witch (demo – versione deluxe)
  15. Third eye (demo – versione deluxe)
  16. How big, how blue, how beautiful (demo – versione deluxe)

 

One comment

  1. Amo questa artista. Mi piace tanto la sua voce, mi piace il suo stile e mi piacciono i suoi pezzi. Lo so che tecnicamente sbaglio a scrivere di lei come fosse una solista, ma i compagni non riesco a considerarli. È lei, lei, lei.
    Non ho ancora l’album, ma conto di rimediare a breve.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: