Il cortometraggio “Meshes of the afternoon” di Maya Deren

Meshes of the afternoon è un cortometraggio girato dalla regista Maya Deren quando quest’ultima aveva solo venticinque anni.
Appassionata di vudù e con influenze chiaramente surrealiste, la Deren era quasi sempre senza denaro, investito tutto nella realizzazione dei propri film. Spesso rimaneva senza mangiare per lunghi periodi e facevo uso di psicofarmaci, collegati probabilmente al suo fortissimo interesse per i riti vudù, che rappresentò anche durante alcuni spettacoli organizzati per proiettare i cortometraggi prodotti.

Il cortometraggio Meshes of the afternoon è un lavoro in parte profondamente onirico con forti influenze attinte dal surrealismo, in parte una rappresentazione di un dramma dell’inconscio. Un lungo turbinio di azioni e scene ripetute alla ricerca di una misteriosa figura in nero che esprime il confronto con se stessi, la comparsa di una chiave che apre una porta ma che può mutare e divenire un coltello pronto a ferire la protagonista, che altri non è se non la stessa Deren.
Il protagonista maschile, che appare per una manciata di scene, era il marito dell’epoca della Deren, Alexander Hammid. Viso allungato e occhi infossati, quest’uomo cercherà di svegliare la compagna da un sonno che travolge e distrugge, senza particolare successo. Non è ben chiaro, poi, se quest’uomo sia innocente o carnefice. Qualche frammento suggerirebbe una certa diffidenza da parte della donna rispetto a quest’uomo, ma molte interpretazioni sono possibili.

I richiami di questo cortometraggio alle teorie freudiane sull’inconscio e sul sogno collegano senz’ombra di dubbio ai lavori realizzati dalla corrente dei surrealisti: la stessa Deren ha avuto modo di conoscere e frequentare alcuni componenti della corrente.

Il cortometraggio può avere varie angolazioni d’analisi e può aiutare visionarlo più di una volta, soprattutto per ammirare le splendide inquadrature composte dalla regista, che si serviva di attrezzatura di scarsa qualità per mancanza di fondi e che nonostante questa mancanza riesce a comporre lavori intriganti e suggestivi.

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