Nymph()maniac

Giungono le prime critiche positive da oltreoceano, da quei fortunati che hanno potuto visionare l’ultima fatica di Lars Von Trier, uscita in Danimarca il 25 dicembre e che ha trovato finalmente distribuzione anche per l’Italia da parte della Good Films. La data di uscita è ancora ignota, incerta pure la suddivisione -probabile- in due parti del film, già di per se scaglionato in un totale di otto capitoli che ripercorrono la vita sessuale di una presunta ninfomane, fino ai 50 anni.

Un cast eccellente nel quale figurano, tra gli altri, Charlotte Gainsbourg, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgard, Uma Thurman, Udo Kier, Mia Goth (novellina del cinema), Willem Dafoe, Jamie Bell e Stacy Martin a ricoprire il ruolo della giovane protagonista, Joe.

Le immagini e i video circolati in merito alla pellicola sono diversi, la più famosa immagine è sicuramente quella “orgasmica” in cui ogni attore viene fotografato nel momento fatidico e che è diventata anche una delle tante locandine della pellicola

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Temo di non essere una grande amante di Lars Von Trier, non avendo mai messo piede nel suo cinema, ma questo film ha scosso la mia curiosità, letteralmente. Apparentemente, sembra un porno d’autore e niente più e su di me ha probabilmente avuto effetto, per una volta, il meccanismo di marketing attuato da Von Trier: far circolare piccoli e brevi video su Youtube e in rete, chiamati appetizer e contenenti minime parti del film, con un’anticipazione rispetto ai personaggi presenti. In alcuni casi, come in quello del video con LaBeouf, la censura ha oscurato l’iniziativa per le immagini sessuali contenute. Nello stesso trailer, per qualche breve istante, appare una vagina in primo piano, confusa fra altre immagini

Sarà probabilmente il primo film che vedrò di Lars Von Trier, sempre ammesso che venga distribuito e che, soprattutto, si trovi in qualche cinema. Viene definito il film con più alto numero di peni presenti sulla scena e continuo a nutrire seri dubbi sul fatto che possa essere distribuito in un numero notevole di cinema, ma la speranza è l’ultima a morire, si sa.

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