Psycho

Prima di girare “Psycho” nel 1960,Hitchcock aveva in cantiere già una sfilza abbondante di film di medio/alto successo,fra cui “Rear window”(“La finestra sul cortile”), “The man who knew too much”(“L’uomo che sapeva troppo”) e “Vertigo” (“La donna che visse due volte”).
La trama di questo film è in realtà molto lineare,è la regia a fare,come sempre,la differenza.
Marion lavora come impiegata in un ufficio dell’Arizona e ha una relazione difficile con Sam Loomis,ostacolata dalle difficoltà economiche di entrambi.
Quando all’ufficio si presenta un ricchissimo uomo d’affari con 40.000 dollari cash in tasca,Marion ne approfitta e,anziché portare(come le era stato richiesto)il denaro in banca,fugge con il bottino verso il paese nel quale lavora il compagno.
La sua fuga è costellata di pasticci e tracce lasciate praticamente ovunque lei passi:l’incontro con un poliziotto,i pagamenti in contanti,il cambio di automobile…Tutti segni di una fuga improvvisata da qualcuno che tutto è meno che un furfante seriale.
Nella notte della fuga,una pioggia scrosciante la costringe a cercare un riparo e la donna ha la sfortuna di imbattersi nel poco invitante “Bates Motel”,gestito da un ragazzo alto e dinoccolato,Norman Bates.L’uomo si presenta subito come uno strano personaggio,anche se a Marion ispira probabilmente più tristezza che altro:egli vive con la vecchia madre mentalmente instabile,non ha amici e il suo unico hobby sembra essere quello di impagliare poveri uccelli,di cui ha una piccola stanza stracolma.
Il giovane sembra attratto da Marion,la quale decide nel frattempo di tornare in città per restituire i soldi,una volta trascorsa la notte.
E’ in questo momento che ci troviamo di fronte a una sorta di scissione nel film,e la scena della doccia è il punto preciso nel quale questa scissione avviene.Insomma,fino a questo momento i pensieri nello spettatore ignaro potevano essere i più disparati:Bates ha in fondo scoperto che il nome “Marie Samuels” fornito dalla donna non è reale,e quindi potrebbe chiamare la polizia;oppure il film potrebbe risolversi nel mostrare cosa accada a Marion durante la riconsegna dei 40.000 dollari…
Invece le cose vanno in maniera totalmente diversa,ma penso che scriverlo sarebbe semplicemente un rovinare lo straordinario lavoro registico di Hitchcock,quindi vi lascio due frame della famosa scena nella quale si compie l’efferato omicidio.


L’assassinio non rimarrà però impunito,difatti la sorella Lila e Loomis non hanno intenzione di credere che Marion si sia volatilizzata nel nulla con 40.000 dollari,senza dare minimamente dell’occhio.
Come tutti sappiamo,il mistero si nasconde nella misteriosa abitazione di Norman Bates nella quale vive la madre gravemente ammalata.Ma lo sceriffo della città asserisce che la madre sia morta ben 10 anni prima,suicida dopo aver ucciso il compagno.
Insomma,i misteri aumentano e ci va a finire di mezzo anche una serie di casi irrisolti del passato.
Questo film mi è piaciuto talmente tanto che l’ho rivisto ben 4 volte nel giro di un mese,approfittando della raccolta realizzata da “Il corriere della sera” per celebrare il regista 30 anni dopo la sua morte.
In lingua originale è imbattibile,soprattutto per il pathos che trasmette rispetto alla solita versione un po’ piatta in lingua italiana.
Vivien Leigh è perfetta per questo ruolo,e ha accettato di interpretare un personaggio “marginale” in quanto scompare in sostanza dopo nemmeno un’ora di film.La scena nella quale si trova sotto la doccia ha richiesto 7 giorni di riprese per soli 45 secondi,quindi il suo impegno è stato sicuramente maggiore in termini di tempi rispetto al resto del cast.Le parti nelle quali si vedono gambe,braccia e corpo intero senza primi piani della faccia,sono state realizzate grazie ad una controfigura;dove la Leigh viene mostrata distesa per terra con l’occhio sbarrato le è stata fatta indossare una tuta speciale aderente al corpo che le coprisse le “parti sensibili”.
La censura fu piuttosto critica:nella scena dove Bates spia attraverso il buco nel muro nella camera di Marion,era previsto si vedesse ben più di un reggiseno di sfuggita,ma il tutto venne tagliato lasciando solo ciò che possiamo vedere ora.
Interessante in questa pellicola sono gli effetti speciali e il suono.Difatti nel 1960 non c’erano indubbiamente le possibilità di riprodurre gli effetti di sangue e quant’altro,quindi si dovevano trovare degli espedienti efficaci.Trattandosi di un film in B/N,per quanto riguarda il sangue,il problema stava solo nella sua viscosità:infatti se si fosse utilizzato qualcosa come del succo di frutta o di mirtilli(come spesso alcuni “cinefili” asseriscono),il sangue non sarebbe stato realistico e soprattutto,il succo si sarebbe diluito con l’acqua creando solo una tiepida sfumatura.E’ stato quindi impiegato del cioccolato fuso,il quale ha la consistenza simile a quella del sangue e non si discioglie completamente nell’acqua.
La scena della doccia è veramente famosissima.E pensare che non succede praticamente nulla,sono il montaggio e il suono che ci danno l’idea che un delitto terribile si stia compiendo.Un montaggio rapido e pulito,che non indugia sui particolari(anche per motivi di censura)ma che arriva dritto a colpire lo spettatore e a spaventarlo.O almeno,questo accadeva all’epoca.Oggi siamo abituati a ben altri effetti,ma pensiamo solo a cosa potesse significare per gli anni ’60 una scena di quel tipo!

I personaggi sono pochi,ma quello che conta maggiormente è quello interpretato da Anthony Perkins,superbo nel ruolo del sociopatico.
Norman Bates è diventato anch’esso una leggenda del cinema:affetto da una leggera balbuzie,nevrotico e appassionato di tassidermia,mangia sempre dolcetti di Halloween,soprattutto quando è agitato.
Si rivela una personalità davvero complessa,tanto che alla fine del film,H. Dà la parola ad uno psichiatra per chiarire le idee sul giovane.
La dimora dei Bates è una meraviglia,un insieme di richiami gotici e neoclassici,gli interni quasi asfissianti per la presenza di piccoli oggetti ed arredamento in uno stile che definire “old style” è forse troppo poco.La stanza della signora Bates(nella quale si svolge una scena con Vera Miles veramente straordinaria,nel gioco di specchi e nelle inquadrature)reca ancora gli abiti dell’anziana ed anche un inquietante soprammobile che desta l’attenzione di Lila(quello con le mani giunte,ho supposto possa essere una specie di regalo mortuario…Se qualcuno ne sa di più,mi illumini!),assieme ad una traccia sul letto..
C’è perfino un sito che permette,armandosi di carta spessa,stampante carica e tantissima pazienza,di riprodurre fedelmente la dimora (link)fin nei minimi particolari,con tanto di vecchina rachitica alla finestra!
Se avete già avuto modo di vedere questo film,allora forse condividerete con me questo entusiasmo…Nel caso non lo aveste mai visto,vi consiglio di andare subito a farlo,ogni dettaglio merita incondizionato amore in questa pellicola!!
n.b.
Altre particolarità sono i titoli di coda,realizzati da Saul Bass,che riprendono l’idea dei grattacieli in altezza;poi ancora la voce della signora Bates,recitata da una donna scelta appositamente per questo;la presenza del cibo che ritroviamo in molti film hitchcockiani(ad esempio “Frenzy” nella scena della ricca colazione del capitano e nei maldestri tentativi di cucina “gourmand” francese della moglie del suddetto),in questo caso nel sandwich mangiato prima di morire dalla povera Marion;infine,i giochi di luce che aumentano di scena in scena quando viene inquadrato Bates.
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3 commenti

  1. Bates mi ricorda Bateman, il cognome del personaggio di American Psycho.

    Film miei o una sorta di omaggio? 🙂

  2. Sai che un giorno,leggendo American Psycho,ero convintissima che avessero addiritura lo stesso nome?
    Quindi non è una tua fantasia,io credo ci sia un qualche riferimento,anche piuttosto lontano..In fondo Norman Bates diventa con una specie di anagramma Bateman piuttosto facilmente…uhm…dovrò informarmi!

  3. […] Famosa scena della doccia del film Psycho (Alfred Hitchcock, USA, 1960). Riferimento di immagine: https://dolceambra.wordpress.com/2010/08/02/psycho/ […]

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